Trading online ETF: guida completa

Gli ETF rappresentano uno strumento finanziario che ti consigliamo di valutare con attenzione per i tuoi investimenti. E sono altresì uno strumento finanziario al quale non potevamo che dedicare uno specifico approfondimento, considerato che sono uno dei prodotti più flessibili ed economici sui quali potresti mettere le mani.

Vediamo dunque insieme, nei prossimi paragrafi, che cosa sono gli ETF, su cosa puoi investire con loro e quali sono tutti i pro e i contro tipici di questo strumento.

Cosa sono gli ETF

ETFCominciamo – e non possiamo fare altrimenti! – da un’introduzione di definizione sugli ETF.

Innanzitutto, ricorda come ETF sia l’acronimo di Exchange Traded Funds (letteralmente “fondi indicizzati quotati”) e rappresentano una particolare categoria di fondi le cui quote sono negoziate in Borsa in tempo reale, esattamente come avviene con le azioni.

La caratteristica peculiare di questo fondo, che separa gli ETF dai fondi comuni di investimento dei quali magari hai già sentito parlare, è che gli ETF nascono come strumento di indicizzazione, avendo come obiettivo quello di replicare passivamente la composizione di un indice di mercato (azionario ma non solo) e, di conseguenza, anche il suo rendimento.

Facciamo un esempio per chiarire il concetto di cui sopra. Se ti interessa investire sull’indice FTSE MIB di Borsa Italiana, e se l’indice oggi si apprezza dell’1%, allora potrai investire sull’ETF legato a FTSE MIB, sapendo che anch’esso registrare un rialzo della stessa proporzione.

Da questo punto di vista, possiamo dunque ben definire gli ETF come dei fondi aperti a gestione passiva, con composizione non “libera”, bensì vincolata ad un benchmark di riferimento, il cui rendimento l’ETF cercherà di replicare.

Se hai letto con attenzione le righe che precedono, dovresti altresì esserti convinto che gli ETF sono una sorta di via di mezzo tra un azione ed un fondo, e ti permetteranno di ottenere i punti di forza di entrambi gli strumenti (e, naturalmente, anche qualche svantaggio appartenente a entrambe le categorie). Acquistando un ETF potrai pertanto realizzare una buona diversificazione degli asset pur acquistando un unico prodotto, e potrai ridurre i rischi nello stesso modo in cui potresti farlo acquistando una quota di un tradizionale fondo di investimento.

Contrariamente al fondo di investimento, però, potrai scambiare le quote come una normale azione: la trattazione continua degli ETF, rende possibile conoscere il valore di mercato in ogni istante, a differenza di quanto avviene con i fondi comuni di investimento tradizionali, a gestione attiva, il cui valore viene fissato una sola volta al giorno, generalmente a fine giornata.

Su cosa puoi investire con gli ETF

ETFCome abbiamo già anticipato, con gli ETF puoi investire in qualsiasi asset o gruppo di asset il cui rendimento possa essere replicato.

Puoi dunque scegliere di investire in azioni, indici azionari, obbligazioni, valute, materie prime e tanto altro, in linea con il tuo modello di trading e con la tua asset allocation: considerato che con un unico prodotto andrai già a usufruire di una asset allocation professionale, effettuata dal gestore del fondo, ti suggeriamo caldamente di valutare gli ETF in qualità di strumenti utili per poter arrivare al tuo obiettivo di gestione dei rischi in maniera rapida e efficace.

Come acquistare e vendere ETF

Come puoi ben immaginare, puoi acquistare e vendere ETF attraverso la piattaforma di trading del tuo broker. In questa sede  vogliamo tuttavia concentrarci a rivelare qualche dettaglio sul modo con cui potrai acquistare e vendere questi titoli, rimandando poi alla prova del conto demo dei vari broker le istruzioni per poter negoziare tali strumenti.

In tal senso, in Italia gli ETF sono quotati sul segmento MTF (è il Mercato Telematico dei Fondi) di Borsa Italiana, e le negoziazioni verranno effettuate sulla piattaforma di trading MTA (Mercato Telematico Azionario) con le stesse modalità che vengono già previste per quanto concerne la compravendita di azioni.  Nel nostro Paese, gli orari di negoziazione continua (cioè, senza aste di apertura e di chiusura), sono dalle 9.05 alle 17.25, dal lunedì al venerdì. Ovviamente, con la piattaforma di trading del tuo broker di riferimento potrai investire anche in ETF quotati su altri mercati, con conseguente variazione dei comparti e degli orari di riferimento.

Nella gestione degli ETF, particolarmente importante è la figura dello specialist a supporto della liquidità, che si occuperà di esporre i prezzi in acquisto e in vendita in maniera continuativa, secondo specifici obblighi di quantità minima e di spread massimi fissati dal gestore del mercato regolamentato in cui sono quotati i titoli.

Per quanto attiene la vendita dei contratti, le regole sono le medesime delle azioni acquistate in maniera spot (pertanto, almeno per un momento, dimenticati degli strumenti finanziari derivati): la liquidazione dei contratti avverrà infatti dopo 3 giorni sul Monte Titoli, avvalendosi del servizio di riscontro e di rettifica giornaliero.

In questa tabella puoi prendere visione dei più popolari brokers  trading online di cfd dove, in più di essi, è possibile fare trading di etf.

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9 motivi per cui DEVI investire in ETF

Chiariti gli aspetti di cui sopra, vogliamo dedicare tutta la parte centrale del nostro focus a quali sono i vantaggi degli ETF. Ti renderai conto che sono numerosi e ben nutriti: per saperne di più, non ti resta che leggerli tutti con attenzione, prima di passare ai (pochi) svantaggi previsti.

Accessibilità

ETFAbbiamo già detto che puoi comprare e vendere gli ETF come se fossero delle semplici azioni, attraverso il servizio di trading di un broker online, semplicemente inoltrando un ordine con il relativo codice dello strumento. La quotazione dei fondi indicizzati su un mercato regolamentato mediante piattaforma MTF (in Italia) permetterà di vedere il loro prezzo di negoziazione in tempo reale. I lotti minimi di compravendita sono piuttosto bassi, rendendo gli ETF uno strumento di investimento accessibile a chiunque voglia investire in un prodotto professionale ed economico (le commissioni di gestione sono bassissime, quelle di negoziazione dipendono dal broker).

Diversificazione

Un altro tipico vantaggio degli ETF è legato alla sua diversificazione. Investire in un ETF, infatti, significa assumere una posizione su un intero indice di mercato, diversificando e diminuendo il rischio dell’investimento.

Ma che cosa intendiamo per “rischi”. In questo frangente, il nostro riferimento è sia al rischio di mercato (pensa a un cattivo andamento delle quotazioni dell’asset, alle oscillazioni nei tassi di interesse, e così via), sia al rischio specifico (che è invece legato alle caratteristiche specifiche dello strumento finanziario). Se i primi non sono del tutto eliminabili, i secondi possono essere invece rimossi mediante la opportuna diversificazione di portafoglio che, nel caso di un ETF, ti risulterà sicuramente molto più facile ed efficiente.

Replica del benchmark

Altro benefit dell’ETF è legato al fatto che questo strumento finanziario ti permetterà di ottenere un rendimento che teoricamente dovrebbe essere pari a quello dell’indice benchmark di riferimento (non ci sarà mai un’esatta replica, poiché il tracking error determinerà un minimo scostamento) in virtù di una “gestione passiva” e di un particolare meccanismo di funzionamento di “copia” del benchmark e di minimizzazione del tracking error di cui sopra (che è pertanto inteso come il differenziale di rendimento, positivo o negativo, tra ETF e benchmark).

Bassi costi di gestione

ETFContrariamente a quanto avviene con i fondi comuni di investimento “tradizionali”, gli ETF non prevedono nessuna commissione di entrata, di uscita e di performance. L’unica cosa che viene invece applicata dal gestore è la commissione di gestione, determinata in misura annua molto contenuta, pari ad una percentuale fissa del patrimonio gestito (di solito è variabile tra lo 0,35% e lo 0,50% a seconda dell’emittente, contro il 2%-2,5% di un fondo comune azionario).

Come intuibile, il fatto che non vi sia una commissione di performance è legato al fatto che il gestore svolge un approccio passivo, limitandosi a replicare il benchmark e, dunque, non cercando di battere lo stesso (cosa che, per il suo impegno attivo, avrebbe dovuto far scaturire la commissione di prestazione).

In aggiunta a ciò, ricorda che per poter investire in ETF, così come avviene per altri strumenti finanziari negoziati sui mercati regolamentati, come le azioni, sarà necessario pagare la commissione di negoziazione dovuta alla propria banca o broker, al fine di avere accesso al Mercato Telematico Azionario (MTA) di Borsa (per l’Italia).

Al di là dei tecnicismi e dei dettagli eccessivi, tieni conto di una cosa: l’economicità degli ETF è determinata dalla natura di gestione passiva del fondo, con il gestore dell’ETF che non dovrà far altro che bilanciare il portafoglio per seguire i cambiamenti dell’indice, senza dunque cercare di ottenere una performance migliore del proprio benchmark, come invece avverrebbe nel caso in cui preferisse una gestione attiva tipica dei fondi comuni di investimento tradizionali.

Elevata liquidità

Scorrendo l’elenco dei principali benefit che sarà possibile acquisire con gli ETF, non possiamo non compiere un breve cenno sulla loro liquidità, che è assicurata dalla presenza di almeno un market maker ufficiale, ovvero di quello specialist che prima abbiamo brevemente accennato, e che tra i suoi principali impegni ha quello di quotare lo strumento a un prezzo di acquisto e a uno di vendita (il differenziale prende il nome di spread), con obblighi di quotazione in continua in conformità di uno spread massimo e di una quantità minima che sono stabiliti dalla società di gestione del mercato regolamentato (in Italia, Borsa Italiana).

Tieni altresì in considerazione che non è solamente lo specialist ad avere interesse di garantire la giusta liquidità allo strumento. Si può infatti facilmente annoverare anche la presenza di alcuni market maker non ufficiali, quali quegli intermediari che si dichiarano essere interessati a sottoscrivere e a domandare il rimborso delle quote / azioni dell’ETF secondo lo stesso meccanismo di cui gode lo specialist.

Dividendi

ETFL’ETF (contrariamente a quanto invece fanno altri strumenti di investimento similari, come i fondi comuni di investimento) riconosce agli investitori i dividendi eventualmente incassati a fronte delle azioni che sono detenute in portafoglio attraverso la titolarità delle quote dell’ETF stesso. Lo stesso dicasi per altri proventi degli asset contenuti nel fondo, come ad esempio i proventi del reinvestimento dei dividendi, o dei proventi che derivano dal prestito delle azioni del portafoglio gestito. I dividendi periodici vengono distribuiti al netto delle spese sostenute dal gestore, di solito non attraverso un’operazione contestuale a ogni “stacco” cedola, bensì attraverso un’unica corresponsione annua. Altre volte non vi è invece alcuna corresponsione di dividendi, considerato che gli stessi vengono reinvestiti automaticamente nel fondo (per saperne di più ti conviene leggere attentamente il prospetto informativo, dove sono specificati anche questi termini).

Trasparenza

L’ETF è uno strumento estremamente trasparente: il suo valore riflette quello del paniere di asset sottostanti e, ogni giorno, potrai sempre conoscere il NAV (Net Asset Value – è il valore dell’ETF, riportato dalla Borsa su cui lo strumento è negoziato), la composizione dell’ETF e la composizione dell’indice benchmark di riferimento.

Adatti a diverse strategie di mercato

Per le sue caratteristiche, l’ETF rappresenta una valida opportunità di investimento sia la clientela di tipo istituzionale che per quella retail, come sei tu. In tal senso, numerosi sono gli obiettivi che potrai perseguire attraverso l’ETF, e numerosi sono anche i modelli di trading a cui l’ETF può ben allinearsi. Pensa, ad esempio, alla possibilità di poter usare l’ETF per lo short selling, o vendita allo scoperto, assumendo così una posizione ribassista sull’indice benchmark, e ottenendo un profitto in caso di suo deprezzamento.

Un’altra strategia che potrai adottare è quella del trading di tipo intraday, cercando così di catturare i momenti di rialzo dell’indice benchmark mediante un rapido acquisto con successiva vendita dell’ETF, e profitto determinato dal differenziale dei prezzi tra i due diversi momenti.

L’ETF risulta anche essere adatto per un investimento di medio / lungo termine, al fine di avvantaggiarti di un eventuale trend favorevole di medio termine, e ancora per un modello di trading di arbitraggio, per poter sfruttare momentanee divergenze di prezzo tra la quota del fondo ed il benchmark di riferimento.

Infine, l’ETF ti sarà utile per poter adottare strategie di hedging e di copertura dei rischi per poter così tutelare i tuoi interessi con le posizioni aperte su derivati aventi come sottostante l’indice di riferimento, e altresì per la gestione professionale di portafoglio.

Agevolazioni fiscali

ETFChiudiamo infine l’elenco di ricchi benefici degli ETF rammentandoti come questo strumento sia particolarmente efficiente anche dal punto di vista fiscale rispetto a quanto fanno i fondi comuni di investimento tradizionali, poiché determinano minori plusvalenze grazie a un minore turnover delle azioni in portafoglio. Naturalmente, l’efficienza varia molto a seconda dell’indice sottostante, ma in linea di massima si tratta di uno strumento di investimento che non tradirà le tue aspettative nemmeno sotto questo profilo analitico.

Gli svantaggi degli ETF

Come ti abbiamo ricordato, gli ETF sono strumenti ricchi di vantaggi e… contraddistinti anche da qualche svantaggio.

In particolare, è sempre bene segnalare come questi strumenti rappresentino comunque dei prodotti caratterizzati da un alto profilo di rischio, poiché legati all’andamento del mercato azionario. Certo è che con la diversificazione tipica dell’ETF riuscirai probabilmente a ridurre il rischio specifico di un singolo titolo, ma non potrai comunque eliminare il rischio di mercato del quale, pertanto, dovresti assumere le dovute valutazioni.

Altro elemento da prendere con la dovuta cautela è la possibilità che – a differenza di quanto invece avviene con i fondi comuni di investimento tradizionali – la quotazione degli ETF possa discostarsi dal Net Asset Value di cui abbiamo parlato poco fa in relazione all’indice sottostante. Per saperne di più e minimizzare questo pericolo puoi certamente ricorrere a ETF di gestori ben conosciuti, che possano garantire una migliore efficacia gestionale e un contenimento dei pericoli relativi.

Tieni altresì in considerazione che solamente gli investitori istituzionali riescono a negoziare direttamente con le società emittenti degli ETF, mentre tu non potrai far altro che negoziare questi strumenti attraverso un broker, divenendo così parte di un potenziale “parco buoi”, così come avviene nel mercato azionario.

Rischi minori, ma pur sempre da prendere in valutazione, sono quelli relativi al caso in cui lo specialist e altri market maker non ufficiali non garantiscano la giusta liquidità allo strumento, con conseguenza allargamento dello spread denaro/lettera (cioè, del prezzo di acquisto e di vendita dello strumento).

Differenze tra gli ETF e gli altri strumenti di investimento

ETFNelle righe che precedono abbiamo più volte ricordato come gli ETF siano strumenti di investimento che ricalcano alcune caratteristiche di altri prodotti negoziabili dalle piattaforme di trading dei broker. Il che, naturalmente, non significa affatto che gli ETF siano sovrapponibili a tali fonti di confronto.

Per quanto concerne ad esempio un raffronto tra ETF e azioni, la differenza appare fin troppo evidente, considerato che  investendo in un ETF prenderai posizione su un intero indice che è a sua volta costituito da diverse società quotate, mentre acquistando un’azione investirai in una specifica società, con un rischio decisamente maggiore (ti mancherà il beneficio della diversificazione degli asset).

Evidente è anche la differenza tra gli ETF i futures e le opzioni, che sono prodotti di investimento derivati, che non pagano dividendi e che sono utilizzati in misura quasi esclusiva per operazioni di breve termine. Gli ETF invece non hanno scadenza e sono adatti anche a strategie di investimento con un orizzonte temporale di medio o di lungo periodo.

Più difficile – ma sopra abbiamo avuto modo di parlarne in più occasioni, è apprezzare la differenza tra ETF e fondi di investimento tradizionali. Tieni comunque conto, in questa sede conclusiva, che è ben ricordare come le commissioni sugli ETF siano sensibilmente più basse rispetto a quelle di altri prodotti del risparmio gestito, in ragione del già citato carattere passivo degli ETF, il cui gestore ha come fine quello di replicare un indice di Borsa senza correre il rischio di sovra-performare il mercato (il che, implicando una gestione attiva, determinerebbe anche spese di gestione più elevate, oltre a commissioni di entrata e di uscita, che sono assenti per gli ETF).

Ancora, gli ETF sono strumenti quotati in Borsa in tempo reale e possono essere utilizzati anche per fini speculativi, contrariamente a quel che avviene con i fondi tradizionali, spesso non sono quotati e negoziabili con un unico prezzo giornaliero. Ulteriormente, ti ricordiamo che comprare un ETF significa porre in essere un’operazione immediata, così come avverrebbe pe runa qualsiasi azione.

A questo punto non ti rimane che aprire un conto demo presso un broker qualificato e sperimentare il trading in ETF. Siamo certi che non rimarrai deluso! Di seguito ti proponiamo la lista di quelli più utilizzati in Italia ed in Europa.

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